In una Società sportivamente al collasso, c’è una Sampdoria che rispetta e rispecchia i valori del club: è l’Under 17, qualificata ai playoff Scudetto grazie ad un gruppo squadra compatto e alla saggia ed esperta guida di Felice Tufano in panchina. Quasi tutti genovesi e il baby capocannoniere Giovanni Pistone (con già 4 gol in Primavera): la storia di un campionato impronosticabile e di un risultato più che meritato.
Felice Tufano, quanto valore generato (e buttato) dal 2011
Era fine agosto quando, frettolosamente, venivano annunciati gli assetti del settore giovanile, ricostruito in fretta e furia da Christian Puggioni dopo il disdicevole caso Silvani. Tra i nomi di tutti gli allenatori delle varie leve, in mezzo a quelli di tanti Sampdoriani come Ambrosi, Buono e Pedone, spiccava quello di Felice Tufano alla guida dell’Under 17. Lui, bresciano di nascita, ma diventato Sampdoriano grazie al legame assoluto con Bogliasco e la città: a Genova Tufano ha allenato la Primavera dal 2011 al 2013, per poi tornare nel 2018 come allenatore dell’Under 17 e progressivamente allenare l’Under 18 e la Primavera fino al 2023. Sotto la guida di Tufano sono passati giocatori come Rolando, Luperini, Biraschi, Ivan e soprattutto Mauro Icardi e Wladimiro Falcone nella sua prima esperienza come allenatore della Primavera; poi dall’Under 17 in poi ragazzi come Saio, Yepes, Obert, Paoletti, Trimboli, Giordano, Prelec, Ivanovic, Leonardi, Villa, Montevago, Mane, Segovia, Conti, Di Mario, Ntanda. Questo per dire, innanzitutto, che di valore nel settore giovanile della Sampdoria in questi anni ce n’è stato: Tufano con alcuni di questi ragazzi ha vinto un campionato nel 2021 (primo posto in regular season, sconfitti in semifinale Scudetto dall’Atalanta) e davvero si perde il conto di quanti ne abbia aiutati e formati.
Perché a questo serve un allenatore delle giovanili: non a vincere, ma a formare i calciatori. Poi se sono forti vincono, se non lo sono devono essere formati per poterlo essere. Quasi nessuno, a parte pochi di quelli citati sopra, ha vinto campionati con la Sampdoria giovanile. Eppure molti di questi sono ad un livello altissimo e la Sampdoria li ha lasciati andare per due lire, disperdendo patrimonio: soltanto Yepes, Giordano e Conti hanno avuto la possibilità di esprimersi in prima squadra. A tratti Paoletti e Trimboli, pochissimo Leonardi e Ntanda, Falcone ha giocato principalmente come secondo portiere prima di essere svenduto al Lecce nell’estate 2023. Segovia gioca insieme a Messi nell’Inter Miami; Trimboli, Villa e Di Mario sono giocatori chiave di Mantova, Padova ed Entella; Obert ha fatto più di 100 partite nel Cagliari, Ivanovic gioca nel Millwall che sta lottando per essere promosso in Premier League e lo stesso vale per Prelec, oggi all’Oxford in Championship. Non parliamo di Filippo Mane: nazionale Under 21 italiano, acquistato dal Borussia Dortmund a suo tempo, quest’anno ha esordito in Bundesliga ed in Champions League contro l’Inter.
Tornando indietro alla prima Primavera di Tufano, soltanto Icardi è diventato un calciatore chiave della Sampdoria tra i 22 nominati. Ed è uno dei pochi non italiani, ovviamente. Questo per ricollegarci al solito discorso: di talento, anche senza per forza andare a vedere a Milano, Torino o Roma, nelle Primavere italiane ne è passato. Eppure la Sampdoria, che all’epoca non era certo gestita da criminali romani o da incompetenti sparsi per il mondo, ha visto passare gente che negli anni ha fatto regolarmente A e B. Ma Tufano è lo stesso che alla Juventus ha formato Vogliacco, Tripaldelli, Beruatto, Boloca, Caligara fino a Nicolussi Caviglia e Moise Kean; al Sassuolo Aurelio, Ghion, Adjapong, Rogério, Dany Mota e dulcis in fundo Scamacca, Raspadori e Pierini. Per dirne tre.
Budget zero: gruppo, identità e un grande Pistone
Tufano ha preso in mano un gruppo di ragazzi che l’anno scorso in Under 16 avevano terminato il campionato terzultimi. Dunque, apparentemente, di materiale su cui lavorare ce n’era poco: eppure ha reso forti e senza paura ragazzi che fino all’anno scorso pensavano forse di non esserlo. Il 3-5-2 del Mister è stato sempre lo stesso: in porta si sono alternati Ballarino e Borgia; dietro a destra Fortuna o Lucca, con Bozino inventato centrale difensivo da che era un mediano e Michelis braccetto sinistro, in prestito dalla Juventus; Bazzurro e De Sario (nazionale italiano Under 16) sono gli esterni a tutta fascia; in mezzo non c’è un vero e proprio regista, i vari Angotti, Costantino e Fiorucci si scambiano spesso posizione; davanti il punto di riferimento è Giovanni Pistone, classe 2009 imperiese, 16 gol in campionato a pari merito con Paonessa della Juventus (ma con un solo rigore segnato). Il ragazzo ha già fatto vedere di che pasta è fatto anche in Primavera 2 siglando 4 reti ed è, dopo Perillo dell’Empoli (23) e D’Ippolito del Catanzaro (18), il miglior marcatore Under 17 d’Italia. Di fianco a lui si sono alternati il camerunense Talle, acquistato dopo lo svincolo dalla Juventus, e La Rosa e Gallea. Una menzione speciale va fatta per Lorenzo Benvenuto, esterno di fascia destra titolare fino alla rottura del crociato che l’ha costretto a saltare le ulime 9 partite e per ragazzi che hanno giocato meno come Rayen Hamdi, Edoardo Gaiezza e Birane Diop (fratello di Karim, quasi tutto il campionato infortunato).
La stagione era cominciata nel peggiore dei modi con una brutta sconfitta a Modena per 6-3. Pian piano, le certezze e il lavoro hanno pagato. L’assetto si è sistemato. A parte Talle svincolato e Michelis in prestito, Puggioni non ha praticamente toccato la squadra: ha acquistato solo Gallea dal Ceriale e Costantino dal Ligorna, dimostrazione di quanto poco si potesse fare a livello economico per il settore giovanile. La famosa attenzione all’Academy che Fredberg ha decantato alla presentazione di Puggioni: budget zero. Sono stati addirittura ripresi ragazzi che avevano cominciato con questo gruppo da prima dell’Under 14 come Sangerardi e La Rosa, ritornati dopo esperienze a Cremonese e Spezia. Così come Mattia Giudici, anche lui rientrato quest’anno ma parte della Sampdoria dall’Under 8 e titolare fino all’infortunio. A gennaio sono poi arrivati Nastac, attaccante romeno dal Bacau e Fimiez, gigantesco difensore francese arrivato dall’USJA Carquefoi. Ma le presenze di entrambi sono state poche e il gruppo squadra genovese non si è alterato.
C’è una Sampdoria che si gioca lo Scudetto
La Sampdoria Under 17 durante l’anno ha subito batoste importanti: 5 gol presi a Chiavari con l’Entella, la sconfitta interna con la Carrarese (1-2, i toscani sono finiti ultimi in campionato), così come un’altra debacle interna con l’Entella (1-3) e il tracollo (0-4) nel derby di ritorno contro il Genoa. Per il resto, la Sampdoria se l’è sempre giocata con tutte: con le prime 4 della classe, ovvero Juventus, Genoa, Bologna e Torino ha quasi sempre portato a casa prestazioni di enorme livello. Anche se a volte sono arrivate sconfitte, sono state di misura. Al di là dell’ultimo capolavoro che ha consegnato i playoff all’ultima giornata, il 5-2 alla Juventus a Bogliasco con doppietta di Angotti e gol di Pistone, Michelis e Costantino, la partita manifesto della gestione Tufano è sicuramente il 3-1 contro il Bologna: match dominato al Tre Campanili di Bogliasco dove a salire sugli scudi è stato proprio il camerunense Talle, autore di una doppietta. Avversari nettamente più forti sulla carta, ma Sampdoria più compatta e letale nelle ripartenze, che grazie anche ad un gol di Benvenuto è riuscita a spuntarla.
La Sampdoria si è messa dietro avversari molto più quotati e che hanno investito molto di più nel settore giovanile negli ultimi anni: Entella, Parma, Cesena, Spezia e Sassuolo. Squadre che a livello societario ci guardano dall’alto in basso (tranne lo Spezia forse), ma che a livello Under 17 sono cadute sotto i colpi di una Sampdoria che ha rispecchiato quelli che dovrebbero essere i valori di questo club. E quelli che portano alla vittoria: famiglia, unità, serietà nel lavoro e, soprattutto, consapevolezza della maglia che si ha indosso. Perché Tufano sa bene cosa significa la Sampdoria: se tutti non si rema nella stessa direzione è difficile ottenere risultati. La sua Sampdoria quest’anno l’ha fatto ed è entrata nell’élite del calcio italiano di categoria: insieme ai blucerchiati, a giocarsi lo scudetto ci saranno Inter, Juventus, Roma, Lazio, Atalanta, Fiorentina, Bologna, Torino, Genoa, Verona, Como e Palermo. Una lista all’interno della quale, per blasone e storia, la Sampdoria dovrebbe rientrare in qualsiasi categoria, dalla Serie A fino alla prima leva giovanile che svolge i campionati nazionali.
Il prossimo appuntamento partirà ovviamente con gli sfavori del pronostico: per accedere alla Final Eight (dove sono già qualificate Inter, Verona, Genoa, Empoli, Fiorentina e Juventus) sarà necessario battere la Roma in trasferta in gara secca e poi eventualmente battere la vincente di Palermo-Como. La Sampdoria è chiamata ad una sfida quasi impossibile, ma le capacità di Tufano e il grande entusiasmo e la strepitosa unione di questo gruppo possono rendere possibili qualunque cosa. E al di là di Pistone, non passeranno inosservati i 9 gol di Angotti da centrocampista, le 5 reti di Costantino e gli assist di De Sario, Michelis, Benvenuto e Bazurro. Da non dimenticare l’apporto dei vari partner di Pistone: Talle, Gallea e La Rosa, tutti a 4 reti segnate. La Sampdoria Under 17 è un santo gruppo, una luce in fondo al buio di questa Società, dove basta poco per far capire cosa serva ai ragazzi italiani per crescere: nessun trattamento di favore, qualche sgridata, una guida tecnica competente e di valore, e il continuo insistere su quanto sia importante farsi guidare dai valori del club che si rappresenta. In questo, certamente Tufano e Puggioni hanno fatto la loro parte.
Rallegriamoci, anche se per poco: c’è una Sampdoria che si gioca il titolo di Campione d’Italia. E non era scontato: nessun genitore o procuratore avrebbe scelto la Sampdoria in estate per un proprio assistito o il proprio figlio. In un settore giovanile disastrato, smantellato e umiliato, l’Under 17 dà una lezione a tutta la Società: onorando la maglia si può raggiungere anche quel che ad inizio anno sembrava impensabile. Ma nessun traguardo nello sport è fortuna o caso: è tutto meritato. Bravi ragazzi. Siete il nostro orgoglio.






