A Cesena la Samp è arrembante per tutto il primo tempo: trame di gioco, tanti spunti, manca sempre l’ultimo guizzo. Nella ripresa le gambe si appesantiscono e cala la brillantezza: venerdì a Marassi il match point per la salvezza, unico finale accettabile per questo secondo indegno campionato consecutivo.
Cominciato benissimo, finito appannati
Attilio Lombardo presenta la Sampdoria che aveva desiderato in conferenza stampa: vogliosa di vincere e senza paura, consapevole che una vittoria le avrebbe consegnato la salvezza matematica. Non è arrivato il punteggio pieno, ma un’ottima prestazione che fa ben sperare in vista di venerdì contro il Südtirol. Abildgaard ritorna a centrocampo e fornisce una prestazione solida, Hadzikadunic torna in difesa e gioca attento per un’ora e passa; davanti finalmente Cherubini è brillante anche dall’inizio, per poi spegnersi nella ripresa in una posizione più centrale dove è apparso più spaesato; in mezzo Ricci è la solita sicurezza: orchestra il gioco, è rapido nel far girare la squadra e a momenti fa crollare il settore ospiti con un pallonetto alla Totti. Appannati Begić, costretto a difendere più che attaccare, e Henderson, non a suo agio dietro la punta. Brunori, di gran lunga il peggiore in campo, ha sbagliato praticamente ogni scelta davanti e non è stato il riferimento offensivo che avrebbe dovuto essere.
La Sampdoria va meritatamente in vantaggio con un gol di Viti che viene annullato per fuorigioco dopo 3 minuti di check al VAR. Nessuno ci ha dato la visuale con la linea tracciata (né DAZN, né Amazon), dunque non sappiamo di cosa e di quanto il numero 2 fosse avanti. Di spalla, di palle, di ginocchio? Un mistero, ma quei millimetri sono bastati per annullare il gol blucerchiato. Restano forti dubbi osservando il fermo immagine e la linea tracciata vista negli highlights, ma sul fuorigioco bisogna attenersi alla buona fede e, in teoria, all’infallibilità della tecnologia. Ci capitò lo stesso a La Spezia in Coppa Italia ad agosto. La Sampdoria reagisce comunque subito e sfiora di nuovo il gol con Henderson e in un paio di occasioni manca l’ultimo passaggio. Il Cesena si fa sentire solo con un innocuo colpo di testa di Cerri.
Brunori sbaglia tutto, tanti rimpianti
Nella ripresa la Sampdoria ha un’occasione d’oro con Brunori, che egoisticamente non serve Cherubini completamente libero e si fa ingolosire dalla possibilità di far gol. Poco dopo è lo stesso numero 10 a sfiorare il gol, ma il tiro è troppo debole per impensierire Siano. Martinelli poco impiegato e sempre in parate scolastiche, è la Sampdoria ad aver avuto le migliori occasioni nella partita. Dal punto di vista tattico, Lombardo prova ad essere più offensivo con Depaoli al posto di Henderson e Cherubini che si accentra sulla trequarti, ma la Sampdoria non punge. Il problema è sempre lo stesso da un campionato intero. Lo era con Coda, lo è con Brunori: si costruisce bene, si servono male gli attaccanti o i calciatori offensivi e si perde il tempo giusto. Il passaggio al 4-4-2 finale con Conti dentro al posto di Abildgaard e Cicconi esterno sinistro di centrocampo (davanti Begić e Soleri) porta qualche pericolo soprattutto con il numero 7 che si gioca male un’occasione da ben piazzato. Bene anche Palma, che subentra a Hadzikadunic e allontana ogni pericolo anche in maniera rozza.
Pian piano la partita si è appiattita e Attilio ha sentito la necessità di conservare il pari più che di provare ad osare come a Pescara (il vero crocevia di questo campionato). Come biasimarlo del resto: un punto porta comunque la Sampdoria a potersi giocare e prendere la salvezza definitivamente venerdì con il Südtirol. Ma diciamolo ancora una volta: senza Lombardo e senza l’indegna e dannosissima gestione Foti, con questi aggiustamenti tattici e una guida tecnica all’altezza, la Sampdoria avrebbe giocato un altro tipo di campionato. La difesa a 4 ha letteralmente cambiato l’andamento della Samp e ha dato fiducia ad un gruppo morto e sepolto, che dopo Carrara nessuno di noi avrebbe detto si sarebbe (quasi) salvato con due giornate d’anticipo. Pensiamoci e riflettiamo. Oggi ogni calciatore della Sampdoria, purtroppo lo farà ancora per poco, sa quel che fare in campo. Ma alle soglie di maggio, è tardi. E la maggior parte di chi era in campo ieri non ci sarà alla ripresa della stagione agli inizi di luglio. Pensiamo a Martinelli, Viti, Hadzikadunic, Cherubini, e Brunori (tutti in prestito secco, anche se il bosniaco si svincola dal Rostov e ha la possibilità di esser preso a zero), a Ricci e Giordano (in scadenza, nessuna voce di rinnovo) e a Begić, in prestito con un misero diritto di riscatto di un milione che non sappiamo ancora se verrà esercitato. Otto undicesimi di quelli in campo ieri non faranno o potrebbero non far parte della Sampdoria del futuro.
Tutto è nelle nostre mani: chiudere degnamente
La Sampdoria comunque non è salva. Che sia ben chiaro a tutti. 4 dietro le ha messe matematicamente: Bari, Reggiana, Pescara e Spezia. Resta l’Empoli, l’unica che può superarci in caso perdessimo le ultime 2 (ma dovrebbe vincere entrambi gli scontri con Avellino e Monza). Possiamo dire dunque che, se i toscani (fermi a 37) non fanno 6 punti, la Sampdoria sarebbe salva anche con 41 punti. E se ne fanno 4? Va bene lo stesso: in virtù degli scontri diretti (pari al Castellani, vittoria a Marassi), la Sampdoria è davanti. Una miseria, che denota la pochezza di questo campionato: si rischia di salvarsi con 41 punti. Sarebbe una delle quote più basse della storia della Serie B.
Ma vogliamo, per piacere, evitarci la vergogna di salvarci per gli scontri diretti? O vogliamo combinare anche questa? No, grazie. Niente biscotti con il Südtirol: vincere e basta. Anche per chiudere nel migliore dei modi un campionato indecente, che merita di essere concluso con una vittoria di fronte ad un pubblico straordinario che non ha mai fatto mancare la propria presenza. Anche quando qualche depensante invocava la diserzione come unica medicina. Senza i Sampdoriani e senza Attilio Lombardo, due sinonimi, la Sampdoria sarebbe ancora una volta retrocessa. Dai 29.000 contro il Monza ai 2.500 di Cesena ieri, il 1° maggio contro il Südtirol saremo ancora lì, numerosissimi, a pregare che questo campionato finisca nel modo più indegno possibile per la storia della Sampdoria: con una salvezza in Serie B ad una giornata dalla fine del campionato.
La Sampdoria ha quasi raggiunto l’obiettivo stagionale, ma ancora una volta non ha rispettato le aspettative: dopo l’obiettivo Serie A diventato retrocessione in Serie C l’anno scorso, quest’anno il campionato tranquillo invocato e citato dall’ora dimesso Manfredi a luglio come obiettivo stagionale, non è arrivato. L’ennesimo anno di bugie, silenzi, umiliazioni e offesa al nostro amore e la nostra fede. E a salvezza avvenuta, basta estati enigmatiche: o chi ha in mano il potere ora parla, o è meglio che si faccia da parte. Non saranno più accettati campionati del genere.






