La Sampdoria comincia male, fallisce occasioni e fatica ad arrivare in porta. Poi un secondo tempo di livello permette alla squadra di alzarsi e vincere: il pallone della vittoria messo dentro da Pierini sembrava spinto dai 27.000 Sampdoriani che anche ieri, anche in questo contesto storico, hanno scelto di esserci. E che tutti si mentalizzino: a Pescara può e deve essere (quasi) match point.
Imballati ok, ma basta cominciare passivi
La Sampdoria dei primi 25′ non ci sembra vera: eravamo abituati a una squadra che, con tutte le sue lacune e criticità, con Attilio Lombardo alla guida (default di Carrara a parte) aveva sempre messo in campo grinta e cuore. Ma a volersi salvare a tutti i costi ieri nel primo tempo sembrava più l’Empoli. Un approccio non giustificabile dal punto di vista dell’attitudine: i ragazzi durante la sosta hanno lavorato duramente dal punto di vista fisico e l’abbiamo sentito dire direttamente da Attilio, dunque ci sta un po’ di gamba pesante, non ci sta la paura dell’avversario: ieri la Sampdoria è entrata in campo con molta paura e dobbiamo dircelo serenamente. Si percepiva: stadio pieno, partita da non sbagliare, tanto lavoro sulle spalle. E questo gruppo purtroppo fatica a lasciarsi andare e a non subire la pressione. Ma il consiglio di Lombardo è stato lungimirante: se avete problemi, lasciatevi trascinare dall’ambiente. Così si è fatto: minuto dopo minuto, l’Empoli ha smesso di imporsi ed è uscita la Sampdoria che per più di un’ora ha giocato e strameritato di vincere.
Eravamo abituati a perderle in modo tragico queste gare: invece, non diciamolo troppo forte, non succede più. Avellino, Empoli, adesso la prova difficilissima a Pescara. La Sampdoria in questo mini-campionato con Lombardo alla guida non ha mai perso in casa. Addirittura è riuscita a fermare la capolista Venezia. Per carità: vincere con Avellino ed Empoli dovrebbe essere il minimo sindacale, ma non era così scontato dopo la deplorevole performance di Carrara. Ed eccoci qua a festeggiare di aver raggiunto quota 37 in Serie B al terzo anno dall’insediamento di Manfredi & Co. Non dimentichiamocelo mai di ciò a cui ci hanno ridotto e che ci fanno passare per normale. La Sampdoria che festeggia per un passo in più verso la salvezza in Serie B non è normale. Ricordatevelo e ricordiamoglielo sempre a chi dovrebbe prendersene cura e invece tutto fa tranne che ciò per cui (in teoria) dovrebbe essere il minimo accettabile per questa piazza: la Serie A. Nonostante questo, continuiamo a dimostrarvi che di voi non ce ne frega proprio un cazzo: dovessimo essere anche ultimi da soli, saremmo comunque in minimo 25.000 a difenderla. Eccola la vostra più grande sconfitta: provate a dissuaderci e a convincerci che questo sia il mondo reale, noi vi riportiamo alla realtà turno dopo turno e vi facciamo vedere dove meriteremmo di stare.
A 4! (anche con Abildgaard)
Attilio riconferma la difesa a 4. Due partite con questo schieramento, due vittorie: eravamo tutti scemi. Ciò che stupisce è rivedere Abildgaard in difesa, addirittura da centrale a 4: alla base forse una forma fisica non proprio eccelsa di Palma post-Nazionale e una ormai scarsa fiducia in Ferrari. La scelta ha comunque pagato: il danese – per ridere, l’unico danese rispettabile in Società – è stato fra i migliori in campo anche in questo ruolo. Le ha prese tutte dietro e ha marcato sempre bene il proprio uomo: vuoi vedere che la difesa a 4 gli leva la pressione di impostare e stare attento alle scalate dei braccetti? Tutto può essere, ma il calcio va in una direzione, oggi, e quella direzione non si chiama più 3-5-2. Lo schieramento è fluido: il 4-3-3 della Sampdoria di ieri è un modulo in cui Conti ed Esposito ogni tanto sono sulla stessa linea e ogni tanto no, è un modulo in cui Baràk va a fare la punta insieme a Coda e ogni tanto torna a fare la mezzala, è un modulo in cui Pierini agisce da cane sciolto sulla sinistra ad inventare giocate intelligenti senza avere un ruolo. Fluido, ma organizzato. E ancor meglio con i cambi e gli aggiustamenti: Cherubini è più pimpante di Baràk e Begić sta bene senza dettami tattici. Nella pochezza della Serie B ai calciatori talentuosi non vanno dati schemi: Lombardo lo fa con Pierini e Begic che stanno un po’ dove vogliono, e ha ragione.
Nella prestazione positiva di quasi tutti i blucerchiati, ci sono ancora giocatori indietro, poco collocabili, o alla fine del proprio percorso qui, e si vede. Esposito, che è comunque sufficiente, ha perso la brillantezza del match col Venezia e non riesce a liberarsi di qualche insicurezza che lo fa percepire ancora come non del tutto libero di poter essere quello che è sempre stato; Baràk non può garantire il passo per la salvezza, per quanto sfiori il gol e entri indirettamente nella rete del vantaggio; Coda, affossato anche da quelle 4 panchine consecutive sotto la scandalosa gestione Foti, non ha più lo smalto del girone d’andata e fa fatica a tener palla. La Sampdoria, con questi 3 giocatori contemporaneamente in campo, doveva fare un passaggio in più per impostare e in queste situazioni di classifica fa tutta la differenza del mondo. Improvvisamente, è bastato un Cherubini qualsiasi per far accelerare di più Coda ed Esposito e aiutare meglio la squadra a ripartire. Sempre parlando di tattica e analisi: abbiamo iniziato a 4 e chiuso a 4. Palma, entrato al posto di Di Pardo da terzino destro, ha giocato 7 minuti di recupero in un ruolo mai fatto in carriera e l’ha fatto bene. Il 4-5-1 finale, anche con gente abituata a giocare con il 3-5-2 o varianti (Palma, Cicconi, Depaoli) dimostra che Lombardo ha forse definitivamente scelto questa via per arrivare alla salvezza. E la scelta sta pagando.
Riuscirete a non riscattare Pierini?
C’è chi dice che siamo stati brutti: è vero, nel primo tempo soprattutto. Diciamo che esser brutti in questa categoria è più un complimento che altro, ma forse adesso non è il caso di esser belli: è il caso di avere un’idea, perseguirla e mettere in campo tutto. Il resto vien da sé e qualche bel fraseggio nel secondo tempo ne è la dimostrazione. La Sampdoria ha comunque avuto un xG di 1.56 (meritava quasi 2 gol), ha comunque tirato 3 volte in porta e ha comunque limitato ogni minima azione avversaria, concedendo all’Empoli un solo pericolo per un auto-palo di Giordano dopo 5′. Pochino: i toscani hanno tirato zero volte in porta con Martinelli davvero mai impegnato se non su qualche uscita sui piazzati. Pane al pane, vino al vino: Coda aveva già avuto un pallone da scaraventare in porta a fine primo tempo, solo nell’area piccola. Brutti, quel che vogliamo, ma in almeno 3 occasioni abbiamo avuto la possibilità di andare in vantaggio con occasioni gigantesche.
A prendersi la scena sono Conti e Pierini: uno domina il centrocampo, copre ogni buco ed è ovunque anche sulla fascia, l’altro fa sempre capire quali sono i giocatori in grado di determinare in questa categoria e quali no. Pierini è talmente intelligente dal punto di vista calcistico che gli bastano 2-3 giocate a partita per indirizzare il match. È forte e non è un caso se chi ha lui come titolare poi a fine anno festeggia la promozione in Serie A. Capita da due annate consecutive. Chissà se gli scienziati sparsi tra l’Isola di Man, Milano, Londra e Singapore, quelli con il budget in mano, sanno che Andrea Mancini è riuscito a farsi mettere un diritto di riscatto di un milione su uno dei giocatori più forti della categoria. Un regalo assoluto del Sassuolo che sarebbe un’offesa al calcio non cogliere. Vedremo. Stesso dicasi per Begic: 1.2 milioni di euro. 2.2 milioni totali: i grandissimi finanziatori ed investitori (Fiorella dixit), non dovrebbero avere problemi a dare mandato a Mancini di parlare con Sassuolo e Parma per averli già a disposizione a luglio, no?
All’orizzonte c’è sempre il vuoto cosmico: quello di una Società che non ha più credibilità e tutto fa tranne che programmare la Serie A. Ci basta una salvezza? Ci basta: a noi basta la Sampdoria. Ad oggi, a tenerci alla Sampdoria nella Sampdoria ci sono forse 3 persone: in campo ce n’è una sola e risponde al nome di Attilio Lombardo. Un uomo che in 4 partite ha tolto la Sampdoria dall’incubo, rasserenato la squadra, organizzato nuove soluzioni. Un uomo che a Pescara avrà un match point clamoroso per la salvezza a 5 giornate dalla fine. Un uomo che ha insegnato come si fa calcio a tutti: a partire da voi.






