Nel mondo del calcio moderno, i loghi sulle maglie sono spesso considerati semplici sponsorship. Tuttavia, l’inchiesta Vigorish Viper: A Venomous Bet, pubblicata dai ricercatori di Infoblox, rivela che dietro alcuni di questi marchi si cela una delle reti criminali più sofisticate e pericolose del pianeta. Un’operazione che intreccia tecnologia informatica, scommesse illegali con un giro da 1,7 trilioni di dollari e, tragicamente, anche sfruttamento di persone. Ma ciò che potrebbe legare questo flusso di denaro oscuro alla Sampdoria è il sottile filo rosso che collega questa rete a Mustafar, la società controllante FUN88 di proprietà di Tey, amministrata e gestita fiscalmente da Nathan Walker.
Vigorish Viper: l’infrastruttura che permette di giocare in Cina
Partiamo dal principio: Il Secolo XIX, principale quotidiano ligure, settimane fa ha pubblicato un articolo che evidenziava il legame tra Mustafar e Vigorish Viper, ma l’inchiesta è del luglio 2024. Dunque nessuna novità, Infloblox ha pubblicato nomi e cognomi di chi è coinvolto nello scandalo ormai un anno e mezzo fa. L’inchiesta è pubblica e scaricabile. L’azienda leader globale in gestione dei servizi di rete e sicurezza informatica, ha condotto un’inchiesta fatta da 4 dipendenti: Maël Le Touz (Ricercatore Senior sulle Minacce Informatiche), Jacques Portal (esperto di Sicurezza Informatica), Renée Burton (Vicepresidente Threat Intelligence) ed Elena Puga (cacciatrice di minacce informatiche, letteralmente Threat Hunter). Infoblox, azienda californiana, non parte ovviamente dal calcio per cominciare, ma dalle profondità del Domain Name System (DNS), l’elenco telefonico di Internet. I ricercatori hanno identificato un’anomalia sistematica: esistono migliaia di domini apparentemente slegati, ma tutti gestiti tramite un’infrastruttura di name server (NS) unica e altamente resiliente.
Questa rete, denominata Vigorish Viper (letteralmente la Vipera delle Commissioni sul Betting), è stata progettata per essere invisibile ai radar delle autorità internazionali, ma soprattutto cinesi: in Cina, infatti il gioco d’azzardo è completamente vietato se non quello consentito dallo Stato come le lotterie. La tecnica chiave è l’uso di CNAME (Canonical Names), che permette ai gestori di cambiare rapidamente i nomi dei siti web senza dover riconfigurare l’intera infrastruttura, rendendo quasi impossibile il blocco permanente dei siti di scommesse illegali. Vigorish è un termine intraducibile in italiano, ma rende l’idea se diciamo che nel gergo statunitense si traduce principalmente con commissione, aggio, o tassa del banco nel contesto del gioco d’azzardo e delle scommesse sportive. Rappresenta, di solito, la percentuale trattenuta dai bookmakers o dagli allibratori sulle scommesse vincenti.
Un sistema chiuso e quasi inscalfibile
Andando sotto il cofano, l’inchiesta rivela un arsenale tecnologico impressionante:
- Scytale ed Encryption Wasm: Vigorish Viper utilizza un sistema di crittografia personalizzato chiamato Scytale, implementato tramite WebAssembly (WASM). Questo permette di nascondere il traffico dati tra l’utente e il server, rendendo inefficaci i sistemi di monitoraggio della sicurezza standard;
- Traffic Distribution Systems (TDS): Questo è il cuore della truffa. Se un utente accede a un sito così dall’Europa, vede una pagina apparentemente pulita o un messaggio di errore. Se invece l’accesso avviene dalla Cina continentale (dove il gioco d’azzardo è proibito), il sistema reindirizza l’utente verso la piattaforma di scommesse illegale. L’inganno di fatto è invisibile al mondo occidentale.
- EBpay: Per riciclare l’enorme flusso di denaro, Vigorish Viper ha creato la propria criptovaluta, EBpay. Questo sistema permette transazioni chiuse che sfuggono completamente al circuito bancario tradizionale, facilitando il lavaggio di proventi illeciti.
Infoblox stabilisce con elevata certezza (nell’inchiesta si utilizza il termine high confidence) che Vigorish Viper potrebbe essere l’infrastruttura tecnologica di Yabo Group, per anni il più grande operatore di scommesse illegali nel sud-est asiatico, con un focus specifico sulla Cina continentale, oggi rinato sotto il nome di Kaiyun Sports. Yabo non è un semplice operatore di betting, ma il motore della cosiddetta economia Baowang: una piattaforma in stile Shopify, ma per il gioco d’azzardo illegale. È una specie di pacchetto tutto incluso che Yabo, con l’ausilio di Vigorish Viper vende ad altri criminali o operatori più piccoli. Essi forniscono a terzi tutto il necessario: sito, app, DNS e gestione pagamenti, permettendo la proliferazione di decine di marchi effimeri che compaiono e scompaiono per eludere la legge. Questo modello permette la creazione di migliaia di siti di scommesse ombra che sembrano indipendenti ma che, in realtà, portano tutti allo stesso centro di controllo. È una fabbrica di siti illegali che rende quasi impossibile per le autorità abbattere l’intera rete.
Dallo sfruttamento umano al calcio
Ancora più cupo è il risvolto umano: le operazioni di supporto e promozione di questi siti sono spesso gestite da persone vittime di tratta di esseri umani in campi di lavoro moderni forzato, in particolare tra Cambogia e Laos. Questi ragazzi, vengono attirati con false offerte di lavoro come IT Specialist o ruoli similari nel Sud-est asiatico e poi sequestrati in complessi di appartamenti, dove sono costretti a lavorare 18 ore al giorno per alimentare le scommesse e le truffe online.
Veniamo finalmente al calcio: cosa c’entra in tutto questo? E come potrebbe essere coinvolta la Sampdoria? Perché marchi che operano illegalmente in Cina – come FUN88, quasi certamente grazie a Vigorish Viper – spendono milioni per sponsorizzare squadre come Newcastle, Tottenham o Aston Villa? Infoblox lo chiama il Great Sponsorship Scheme. Il logo sulla maglia di un club europeo non serve a trovare clienti a Londra o in Inghilterra, ma a fornire una faccia pulita (il cosiddetto face-washing) e prestigio al marchio in Cina. Agli occhi di uno scommettitore di Pechino, se un marchio è sulla maglia di una squadra storica, deve essere per forza pulito. E per operare in Europa, come già ampiamente detto in passato, questi marchi si appoggiano a fornitori White Label come TGP Europe, che agiscono come paravento legale.
Si finisce sempre lì: Walker, Tey, Mustafar e l’Isola di Man
Tra le società che hanno registrato i marchi associati a Vigorish Viper figura la Mustafar Limited, con sede nell’Isola di Man. Documenti ufficiali rivelano che i proprietari di Mustafar Limited sono Joseph Tey Wei Jin, Pang Sze Khai e Lee Kok Leong. Joseph Tey è l’investitore di Singapore che, attraverso la holding Kick Off Ventures, controlla oggi circa il 58% della Sampdoria da solo (gli altri due soci non appaiono più e il restante 42% è in mano a Manfredi, come tutti sappiamo). Mustafar Limited è la società che detiene i diritti del marchio FUN88, uno degli operatori di scommesse più longevi e attivi nell’ecosistema descritto da Infoblox. Sebbene Tey abbia dichiarato di non gestire direttamente le scommesse ma di limitarsi a concedere il marchio in licenza a terzi, la sovrapposizione è evidente.
A rendere il quadro ancora più complesso è la figura di Nathan Walker che è stato Direttore Operativo di FUN88 in passato (prima della mega sanzione a TGP Europe che ha dunque smesso di permettere a FUN88 di operare in Inghilterra appoggiandosi al fornitore White Label) e contabile in Mustafar Limited. Rappresentante ufficiale degli azionisti nella Sampdoria, sebbene non appaia in organigramma, nominato nel 2025 per gestire alcune delle strategie del club e presente fino a pochi mesi fa (l’ultima apparizione a Genova è datata settembre 2025, Sampdoria-Cesena 1-2) stabilmente a Bogliasco e al Ferraris.
In pratica, l’uomo che ha guidato operativamente un marchio (FUN88) che agisce servendosi di Vigorish Viper è il braccio destro del proprietario della Sampdoria. Per la Società non possono esserci conseguenze apparenti, visto che Tey gestisce la Società e ne è azionista di maggioranza con capitali propri e non riconducibili a FUN88 (sulla carta), ma è comunque sempre preoccupante che la nostra Proprietà, con la probabile complicità del Presidente Manfredi, sia legata a giri di denaro di questo tipo, operazioni totalmente illegali e incresciosi fatti come lo sfruttamento del lavoro. Certo è che, trattandosi di un fatto di un anno e mezzo fa, rassicura il fatto che né Walker né Tey siano stati ancora attenzionati da nessun organo nazionale e internazionale, ma solo citati in un’inchiesta.






