Nessuno ha mai fatto una ricerca completa su chi è l’attuale persona che – a quanto pare – detiene il potere esecutivo in Sampdoria, in rappresentanza di Tey. Eppure si sa così tanto di lui, anche cose spiacevoli. Ma in sala stampa, anche di fronte a Manfredi e Fredberg, nessun giornalista ha mai osato chiedere chiarezza su chi è Nathan Walker, cosa fa nella Sampdoria e perché non assume ruoli ufficiali.

Nathan Walker, ad oggi rappresentante degli azionisti (senza ruolo ufficiale) della Sampdoria, è un nome che ricorreva spesso nei comunicati di FUN88 quando il marchio siglava sponsorizzazioni con club della Premier League: veniva descritto come operations manager o director in annunci ufficiali sin dal lancio europeo del brand nel 2009 e anche nelle partnership con Tottenham e Newcastle. Allo stesso tempo, gran parte dell’attività commerciale a cui il brand si appoggiava in Gran Bretagna passava per TGP Europe, un operatore white-label che è stato sanzionato dalla UK Gambling Commission (UKGC) e che nel 2025 ha lasciato definitivamente il mercato britannico dopo una maxi-sanzione: un intreccio di persone, società e giurisdizioni che solleva più di un interrogativo sul livello di trasparenza e responsabilità di FUN88. Sarebbe lecito almeno chiedersi perché questa persona detiene il potere di decisioni importanti all’interno della Sampdoria, perché ha il diritto di scavalcare la parte sportiva rappresentata da Jesper Fredberg e Andrea Mancini e quali sono i suoi legami con Singapore.

White-label: modello di business in cui un’azienda (il produttore) crea un prodotto o servizio che un’altra azienda (il rivenditore) acquista e rivende sotto il proprio marchio

Il modello operativo che ha permesso a marchi come FUN88 di apparire in maglia e sponsorizzazioni nel calcio europeo è spesso il white-label: brand (spesso con radici in Asia, ma guarda un po’…) si appoggiano a operatori locali titolari di licenza per offrire il dominio .co relativo al paese di riferimento (es. .co.uk in caso di FUN88 in Regno Unito), aprire agenzie fisiche e portali di scommesse online e ottenere dunque visibilità commerciale. TGP Europe è stato uno degli attori chiave in questo ecosistema: gestiva numerosi siti e relazioni commerciali che includevano marchi visibili in Premier League, tra cui FUN88. La UK Gambling Commission, in un’ispezione pubblica, ha rilevato carenze nell’adempimento degli obblighi AML (Anti-Money Laundering, in italiano anti-riciclaggio) e di protezione dello scommettitore, sanzionando TGP già nel 2023 con una multa e altre contravvenzioni.

Nel giugno 2025 TGP Europe ha infine sospeso la propria licenza in Gran Bretagna dopo aver ricevuto la prospettiva di un’ulteriore sanzione (si parla di circa 3.3 milioni di sterline nelle fonti giornalistiche), lasciando decine di brand in un limbo e attirando l’attenzione su come le partnership tra le società di scommesse e questi concessori di licenze fossero strutturate.

Non esiste, dai documenti pubblici esaminati, una decisione regolatoria che indichi Nathan Walker come soggetto personalmente sanzionato. Le multe e le enforcement actions sono rivolte a società come TGP Europe e ai loro obblighi di compliance non rispettati. Tuttavia, i motivi per cui la sua figura suscita preoccupazione sono concreti e vanno distinti nettamente dall’accusa di reato, finora non abbiamo delle carte che lo attestano come responsabile: Walker è il nome che compare come rappresentante del brand nelle fasi in cui FUN88 ha cercato espansione commerciale in Europa e quelle stesse operazioni, in parte, hanno transitato su piattaforme poi ritenute insufficientemente diligenti. L’Isola di Man, luogo di residenza di Walker, è un hub regolatorio scelto da molte società di betting; per carità, è legittimo operare usando quel luogo come base, ma questo mix di giurisdizioni e white-label rende evidentemente meno trasparente la catena di controllo sui flussi economici. Le autorità britanniche hanno rilevato proprio tali carenze nelle due ispezioni principali su TGP. E poi chi erano esattamente i counterpart commerciali, che controlli erano stati fatti prima di stringere accordi di sponsorizzazione e fino a che punto il management dei club era consapevole della struttura “a scatole cinesi” dietro alcuni domini? Queste sono domande legittime sollevate dopo l’uscita di TGP dal mercato.

Sarebbe chiaro anche ad un cieco, dunque, che FUN88 è una scatola all’interno di un’altra scatola, riconducibile alla holding Mustafar (indovinate la sede? L’Isola di Man), di cui – indovinate un po’ – Joseph Tey risulta ancora oggi un azionista. Lo scoprì già più di un anno fa la testata norvegese d’inchiesta Josimar. Se Walker è dunque il collegamento diretto tra Singapore e la Sampdoria, è quantomeno preoccupante che Tey, socio di maggioranza della holding che detiene la Sampdoria, immetta dei soldi nel club provenienti da giri su cui non vengono fatti controlli approfonditi. Da FUN88 come da altre aziende e società di cui detiene quote in Asia, sia chiaro, però Walker è collegato a quell’ambiente lì ed è legittimo dunque legare la Sampdoria a questo oscuro sistema di scatole cinesi nel campo betting. Non si sa, ad oggi, il flusso principale di denaro da cui attinge Tey per bonificare soldi alla Sampdoria e, di fatto, mantenerla in vita. Perché ricordiamo che, da bilancio, la Sampdoria senza l’apporto economico della controllante (Blucerchiati S.p.A, da cui dipende Gestio Capital Investment Structures di Manfredi, da cui a sua volta dipende KickOff Ventures di cui Tey è azionista di maggioranza), non risulta avere patrimonio e risulta a tutti gli effetti una società insolvente.

Il suo profilo ufficiale LinkedIn è una comica: la sua carriera parte, a quanto c’è scritto, come responsabile di verifica finanziaria e di conformità (Audit Senior) in una delle più famose società di consulenza del mondo, la Ernst & Young, poi è stato Group Account Manager (cosa significa poi? Responsabile di un gruppo specifico di clienti? È un tipo di ruolo che non esiste in azienda, di solito) presso Charterhouse, una società di private equity. Poi comincia il torbido: direttore finanziario (CFO) per Fairground Gaming, azienda ora fallita dell’Isola di Man (tu guarda il caso…) specializzata in casinò e poker online, quindi CFO per Amber Business, azienda sconosciuta ma sul sito della Camera di Commercio britannica si legge dissolved nel 2007. Indovinate? Fallita. Andiamo avanti: CFO per Webster Spellmann, società sconosciuta e probabilmente fallita visto che il sito web risulta irraggiungibile e su internet non vi è una traccia dell’azienda. La sua ultima attività, prima di quella attuale, è stata quella di direttore – non finanziario, direttore e basta – di Welton Play: la società risulta attiva, presumibilmente opera nel ramo del betting online, ma non esiste nulla di nulla a riguardo, né un sito web. Si sa solo la sede: indovinate? Isola di Man. Teniamoci forte però: oggi Walker risulta proprietario (owner) di Mango Sports dal 2017: sulla Camera di Commercio inglese si legge che la sede della società è a Londra e che l’azienda opera nel ramo della creazione di software e consulenza scientifica e tecnica nel ramo dell’ingegneria. È un modo gentile ed edulcorato per dire che sono piattaforme di betting online oscurate? Chi lo sa. Sito web? Non esiste. Questa è l’attività attuale di Nathan Walker e, badate bene, non vi è un cenno a FUN88 sul suo profilo. Come mai? Siamo di fronte ad una persona che sposta soldi da una scatola all’altra? Cosa fa di mestiere Nathan Walker? Che competenze ha?

Tra una foto con la maglia della Samp (nell’ultima posa con la nuova maglia in jeans, mentre la squadra era ultima in classifica e lui era in Azerbaigian a vedere la Formula 1) e varie ricondivisioni di post ufficiali del club, spunta uno screen di un articolo de Il Secolo XIX che parla di lui e un post celebrativo sull’Everton, la sua squadra del cuore. Basta scorrere il profilo ancora più in giù per capirlo. Sembra una persona qualsiasi, un uomo della strada, uno a cui hanno regalato la maglia della Sampdoria e non esita a mostrarlo sui social. Eppure è formalmente il Direttore Generale ombra dell’Unione Calcio Sampdoria. Ed è una figura pubblica, che non ha difficoltà a mostrarsi su internet. Sembra uno di quei profili fake che ti contattano per chiederti 5.000€ da investire in un immobile sicuro in Australia, che tra due anni diventeranno milioni, invece è la realtà. È una persona vera.

Nathan Walker è documentato come figura pubblica di FUN88 nel percorso di espansione del marchio in Europa: il suo nome compare nelle comunicazioni istituzionali e nei registri locali. La sua foto anche. Eppure sul suo profilo LinkedIn, non vi è un solo cenno a FUN88. Le sanzioni e le critiche mosse alle società che hanno gestito i domini e le operazioni britanniche (in primis TGP Europe) non lo indicano personalmente come destinatario di provvedimenti, ma la sovrapposizione di ruoli, tra manager visibili, società white-label e giurisdizioni offshore, genera una rete di opacità che merita trasparenza.

Offshore: società costituite in paesi esteri per beneficiare di un regime fiscale e normativo agevolato rispetto al paese di origine (es. Isola di Man)

Far luce su queste relazioni non è soltanto un esercizio di gossip: è verifica dell’integrità economica e reputazionale delle società di calcio. Perché non viene fatto o non è stato fatto? Ma soprattutto, perché Nathan Walker, se ha così tanto potere all’interno della Sampdoria, non assume ruoli ufficiali? Perché non rilascia dichiarazioni, non si prende responsabilità, ma si fa fotografare tranquillamente a Bogliasco e allo stadio? Forse è incompatibile con le normative FIGC?

La Sampdoria è in mano, di nuovo, a personaggi strambi dal passato e dal presente oscuro, di cui si sa poco o nulla e quel poco che si sa non è positivo. E se prima, tre anni fa, sapevamo con chi avevamo a che fare, oggi abbiamo di fronte figuri che abitano lontani, operano tra l’Asia, l’Inghilterra e l’Isola di Man e si nascondono dietro a società, veicoli fantasma, scatole cinesi e fondi sconosciuti. Queste persone non possono sedere sulle poltrone del Centro Sportivo Gloriano Mugnaini, non possono deturpare i seggiolini dello stadio Luigi Ferraris con i loro misteri finanziari e, soprattutto, non possono rappresentare l’Unione Calcio Sampdoria.

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