La Sampdoria avrà 6 partite per chiudere il campionato nel più indegno dei modi: evitare la Serie C. Ma poi? 9 esuberi in prestito (che rischiano di tornare tutti), un gruppo squadra con valore sportivo quasi nullo, pochi e non esaltanti giovani su cui contare, nessun progetto tecnico in vista. All’orizzonte c’è, di nuovo, il vuoto cosmico. È possibile lavorare così male?


Guardando la lista dei calciatori che sono partiti in prestito tra quest’estate e il mercato di gennaio, la situazione è desolante. C’è Tutino, su cui pende un diritto di riscatto dell’Avellino a 500.000€ e un obbligo (a un milione) in caso di Serie A: posto che è improbabile che i campani salgano di categoria agganciando i playoff, è ipotizzabile che scelgano di investire, seppur poco, su un calciatore che ha decisamente deluso le aspettative? Difficile, visti numeri: un gol e un assist in 21 partite, tanti problemi fisici e prestazioni insufficienti. È abbastanza probabile che ce lo ritroveremo a Bogliasco all’inizio della prossima stagione. Stesso dicasi per Estanis Pedrola: il suo ritorno in patria in prestito con diritto al Las Palmas sembrava la fine della sua avventura in Sampdoria dopo 2 anni passati più in infermeria che a dribblare difensori. E invece, dopo un inizio col botto (gol all’esordio), Pedrola non ha mai giocato titolare nelle prime 8 partite ed è già alla quarta partita nelle ultime cinque in cui non fa nemmeno un minuto: Estanis dal 21 febbraio ha collezionato 4 minuti di gioco (da subentrato al 93′). Il Las Palmas, da secondo e lanciato verso la promozione in Liga, è ora quinto a -4 dalla promozione diretta: solo con la conquista della prima divisione quel diritto di riscatto a 1 milione e mezzo, ad oggi forse difficilmente attuabile, diventerebbe obbligatorio. Se la promozione dell’Avellino è quasi impossibile, quella del Las Palmas può ancora avvenire direttamente o tramite i playoff. Anche qui, il rischio di avere un Pedrola demotivato a Bogliasco a luglio c’è.

Alessandro Bellemo, uno dei retrocessi dello scorso anno e dei deludentissimi colpi di Accardi, a La Spezia sta giocando con regolarità da quando si è trasferito a gennaio: la cifra del riscatto è sconosciuta, ma è probabilmente legata al riscatto di Soleri da parte della Samp. Queste operazioni di scambio di prestiti con diritto spesso prevedono che a fine stagioni entrambe le squadre si diano quanto pattuito. Ma troppe variabili in palio: lo Spezia, come la Sampdoria, sta rischiando di retrocedere in C e Soleri non sta per niente convincendo a Genova. Ennesimo esubero piazzato nella speranza di farlo riscattare dall’acquirente, che rischia di diventare un problema in rosa a luglio. Ma andiamo avanti: c’è Nikola Sekulov, che alla Carrarese ha giocato 535′ (una media di mezz’ora a partita, neanche 6 partite totali sulle 16 presenze effettuate), ma soprattutto c’è l’incredibile Victor Narro. Lo spagnolo, uno dei ridicoli e strani (per usare una parola non querelabile) acquisti estivi di Fredberg assieme a Cuni, Coubis, Coucke, Ferri e Mister Donati (si salva solo Hadzikadunic), è stato rispedito dalla disperazione al Real Murcia nel contesto che gli appartiene: la Serie C spagnola. In prestito con diritto, ovvio. Cifre sconosciute, ma con Narro (che gioca titolare, va detto) il Murcia non ha ancora vinto una partita e sta lottando per non andare in quarta divisione. Speranze di un riscatto per Sekulov e Narro? Se Carrarese e Murcia decidono di fare della beneficenza, sì. Altrimenti, ecco che torneranno pronti ad essere nuovamente piazzati. Ricordiamo ai naviganti che sia Sekulov che Narro hanno un contratto con la Sampdoria fino al 2028.

Andiamo avanti? Antonino La Gumina, nella sua dimensione ideale, ovvero la Serie C, sta facendo molto bene: ha segnato 10 gol nell’Inter U23, quella che dovrebbe essere la squadra B di una big di Serie A, ma che è anche il ritrovo di ex calciatori in cerca dell’ultimo stipendio. La Gumina è ovviamente in prestito secco: le squadre B utilizzano questi calciatori per aiutare i giovani in squadra, non partire completamente battuti e ottenere qualche punto in più grazie a un po’ di esperienza (in squadra ci sono anche Prestia e Fiordilino, fino all’anno scorso di proprietà di Cesena e Venezia e tutti curiosamente con lo stesso procuratore di La Gumina). L’Inter rimanderà Nino a Bogliasco e sarà l’ennesimo problema, avendo ancora un anno di contratto con la Samp. Tornando alle dimensioni ideali per i calciatori: Stefano Girelli sta andando bene alla Casertana, ma anche lui è in prestito secco. Gli unici giovani che stanno facendo mediamente bene in prestito sono due portieri: Nicholas Scardigno ha cominciato di recente a giocare alla Virtus Verona (4 partite, squadra già condannata ai playout per non scendere in Serie D) ed Elia Tantalocchi è il portiere titolare del Campobasso, che sta andando alla grande ed è in piena lotta playoff. La curiosità? Tantalocchi è in scadenza con la Sampdoria, dunque non rientrerà a Bogliasco perché sarà svincolato a fine stagione.

Neanche scandagliando la Primavera possiamo dirci sollevati: è vero che sono stati rinnovati i contratti a Malanca e Diop, due dei nostri migliori talenti (così come quello di Conti, già considerabile un senior), ma sono comunque due giocatori da valutare e che arrivano da enormi problemi fisici: Malanca si è rotto il crociato a settembre e Diop ha avuto molti acciacchi nell’ultimo anno oltre a non essersi imposto con prepotenza in Primavera 2. Entrambi hanno svolto il ritiro estivo con la Sampdoria, saranno in grado di poter essere pedine importanti e giovani da lanciare? Forse. Ci sarebbe anche Tommaso Casalino, l’unico ad aver esordito (2 partite) con la Sampdoria in Serie B, ma è curiosamente l’unico cui non è stato rinnovato il contratto e che a giugno si ritroverà svincolato con ogni probabilità.

Guardando a chi è in prestito fuori, chi si ricorda di altri due giovani di belle speranze in ritiro con la prima squadra quest’anno? Giuseppe Forte e Lorenzo Paratici. Entrambi alla Roma in prestito con diritto di riscatto, ed entrambi deludenti in un contesto giovanile di alto livello. Paratici gioca solo in Under 18, da che doveva giocare in Primavera (dove ha collezionato solo 10 presenze senza gol né assist); Forte gioca, ma scampoli di partite. Difficile pensare, come per tutti i nostri esuberi, che la Roma possa scegliere di investire in calciatori su cui si sarebbe aspettata decisamente uno step in avanti: entrambi lo scorso anno erano punti fermi o molto importanti della retrocessa Primavera blucerchiata. Quest’anno, disperatamente alla ricerca dei playoff, i ragazzi allenati da Ciccio Pedone hanno pochi punti fermi: Krastev in porta, Dimitrov in difesa, Rossello a centrocampo e il fantasista romeno Amarandei (spesso tutti aggregati alla prima squadra in settimana), gli unici ad avere almeno ancora un anno di contratto professionistico con la Sampdoria. La Sampdoria dunque non ha giovani di proprietà che fanno strabuzzare gli occhi, e anche quelli che ha ceduto in estate sperando di farci una plusvalenza torneranno probabilmente indietro. Karim Diop (classe 2009), problemi fisici a parte, sembra l’unico predestinato della Sampdoria, ma comunque è qui da quando è un bambino: in 3 anni di lavoro con questa dirigenza, sono stati valorizzati zero giovani nuovi, acquistati neanche uno.

Guardando al patrimonio sportivo attuale della Sampdoria, ci sono solo 6 giocatori di proprietà che potrebbero essere il fulcro del progetto del prossimo anno: Di Pardo, Cicconi, Abildgaard, Henderson, Esposito e Conti. 2 difensori, un mediano e 3 centrocampisti: nessun attaccante. In 3 anni, questa dirigenza è riuscita, solo grazie alla figura di Andrea Mancini a costruire un patrimonio sportivo di 6 giocatori validi per la categoria, di cui solo un Under 23. Il resto sono calciatori che nessuno, tranne questa dirigenza, sognerebbe di tenere ancora in rosa: Coucke, Ghidotti, Depaoli, Riccio, Ferrari e Ferri. Questo è il patrimonio sportivo della Sampdoria escludendo i 6 accettabili sopracitati. Tutti hanno almeno un anno ancora di contratto (addirittura 2 nel caso del miracolato Depaoli).

Il resto? Hadzikadunic è in prestito secco dal Rostov con contratto in scadenza con i russi: riusciranno almeno a prenderlo da svincolato il primo di luglio? Chissà. Martinelli, Viti, Palma, Baràk, Cherubini e Brunori sono in prestito secco; Su Pafundi c’è un diritto altissimo (5 milioni) e il ragazzo non è stato valorizzato in alcun modo per errori di guide tecniche e personali e su Begic, Pierini e Soleri vi sono diritti bassissimi (circa 3 milioni in totale per tutti e tre) che vanno esercitati. La nostra dirigenza sarà così lungimirante da non farsi scappare almeno i primi 2 a salvezza acquisita? Non c’è da fidarsi di nessuno. E visto il modus operandi, è tutt’altro che da escludere che non venga colta un’occasione più unica che rara: quella di ripartire, oltre ai 6 sopracitati, almeno anche da Pierini e Begic, spendendo poco più di 2 milioni.

E gli altri? Tutti via: Ravaglia, Giordano, Venuti, Ricci e Coda sono tutti calciatori che saluteranno a fine stagione. Tra questi ci sono calciatori arrivati a fine carriera come Ravaglia e Coda, calciatori che hanno subito gravi infortuni come Venuti e buoni calciatori da avere in rosa come Ricci e Giordano, ma sui quali ovviamente (nonostante le buone prestazioni di questa stagione, soprattutto del primo) non è stato aperto neanche il minimo discorso per un prolungamento.

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