La squadra toscana attraverso un imbarazzante comunicato stampa invita gli arbitri a non farsi condizionare dalla Sampdoria dopo gli innumerevoli torti subiti in campionato (a detta loro). Combinazione, il tutto prima di un match contro una squadra bersagliata da quasi un anno dall’opinione sociale (senza colpe): un mix di prepotenza, provincialismo e inasprimento volontario degli animi.
L’ipocrisia del finto richiamo alle armi
Manca un giorno a Carrarese-Sampdoria, una sfida che sulla carta dovrebbe essere vissuta nel silenzio tombale di due squadre che si giocano la salvezza, e dunque la vita. Eppure, a Carrara, hanno deciso di giocare la partita con largo anticipo. Non sul campo come dovrebbe essere, ma in sala stampa, con un finto richiamo alle armi e all’unione della tifoseria, che invece cela un invito – neanche troppo moderato – a non favorire la Sampdoria dal punto di vista arbitrale.
Come se la Sampdoria non fosse in piena lotta per non andare in Serie C e come se la Sampdoria non avesse subito torti arbitrali – esattamente come tutte le altre squadre italiane – in questi anni. Purtroppo, per Società come la Carrarese, abituate più a pantani e contesti dilettantistici o molto vicini ad esser tali, è più facile cavalcare l’onda del populismo e sfruttare un momento di difficoltà dal punto arbitrale (come quello che sta vivendo un terzo delle squadre italiane, per colpa di una classe al collasso e totalmente incompetente) per uscire con un comunicato stampa indecoroso, intimidatorio e contrario ai valori dello sport.
Due giorni prima della gara, la Società Carrarese Calcio ha diramato un comunicato che definire singolare è un eufemismo. Un appello ai tifosi che, dietro le parole di rito sulla grinta e sul DNA marmifero, nasconde una strategia comunicativa vecchia come questo calcio, ma che stride con un professionismo (in teoria) moderno. Il testo è palesemente ironico, puzza di ipocrisia e dietro questa mossa c’è un palese tentativo di condizionare la terna arbitrale, specialmente alla luce di quanto successo negli scorsi giorni proprio a Carrara.
Chiediamo di restare concentrati sull’amore verso i nostri colori, senza farsi distrarre da episodi e arbitri […] verso i quali ribadiamo la nostra stima, anche alla luce della designazione di livello prevista per mercoledì.
Perché scrivere una cosa del genere? Se nutri stima per l’arbitro e credi che la designazione sia di livello, perché senti il bisogno di dire ai tifosi, comunicandolo ufficialmente, di non farsi distrarre? È la classica tecnica italica del mettere le mani avanti. Citando l’arbitro in un comunicato ufficiale prima ancora che il pallone rotoli, la Carrarese accende un riflettore enorme sul direttore di gara. Sta dicendo implicitamente: Sappiamo chi sei, sappiamo che sei bravo, quindi se sbagli contro di noi non avrai scuse. È un modo per creare una pressione psicologica preventiva che poco ha a che fare con il fair play.
Rocchi aggredito, Abisso già avvertito
Ma per capire davvero questo comunicato, dobbiamo guardare a cosa è successo solo pochi giorni fa. Carrara è stata al centro delle cronache per un episodio gravissimo: il capo dei designatori arbitrali di Serie A e B, Gianluca Rocchi, è stato pesantemente contestato allo stadio e, secondo diverse ricostruzioni, quasi aggredito verbalmente da un gruppo di sostenitori locali durante la sfida contro il Catanzaro. Si è parlato di banconote sventolate in faccia al designatore, di urla e di un clima d’odio che ha costretto le forze dell’ordine a scortare Rocchi fuori dallo stadio. La società ha smentito l’aggressione fisica, ma il clima è rimasto tossico. Questo comunicato, allora, sembra una mossa di pulizia d’immagine che però ottiene l’effetto opposto. Ribadire la stima agli arbitri dopo che il loro capo è stato scortato fuori dai carabinieri a casa tua suona quasi come una presa per il culo. Lo possiamo dire. O peggio, come un tentativo di ammorbidire l’AIA dopo il caos della settimana scorsa.
E veniamo alla designazione di livello. Domani allo Stadio Dei Marmi ci sarà Rosario Abisso. Un arbitro esperto, sì, ma anche uno dei più discussi della storia recente del calcio italiano. Tutti ricordiamo il clamoroso rigore concesso alla Fiorentina contro l’Inter per il petto netto (citando Luciano Spalletti) di D’Ambrosio, un errore che gli costò una lunghissima sospensione. Solo lo scorso anno, Abisso è stato fermato di nuovo per prestazioni non all’altezza in Serie A. La Carrarese lo definisce un arbitro di livello per metterlo alle strette. Se Abisso fischia un episodio dubbio per la Samp, il comunicato ha già preparato il terreno per la rivolta popolare. Abisso saprà che ogni sua decisione pro-Sampdoria verrà letta attraverso la lente di questo comunicato. È un labirinto psicologico in cui un arbitro non dovrebbe mai essere infilato prima di una partita. Ed è vergognoso.
Provinciali nell’anima (e si sa da che parte state)
Parliamoci chiaro: questo modus operandi è tipicamente provinciale. In Serie B, e soprattutto quando incontri una nobile decaduta come la Sampdoria, spesso le piccole realtà cercano di compensare il gap tecnico con queste guerre di nervi. Ma di solito lo si fa in conferenza stampa, nel pre-partita, durante il match… Francamente è difficile ricordarsi negli ultimi anni un tale livello di complottismo addirittura in un comunicato stampa ufficiale. È un approccio anti-professionistico. Le grandi società parlano sul campo, non fanno comunicati per auspicare che l’arbitro non sia una distrazione.
E qui entra in gioco anche la componente ambientale. All’interno della Carrarese o della sua orbita gravitano figure che, per vicinanza geografica o trascorsi, guardano a Genova con un occhio particolare. Non è un segreto che l’ambiente carrarino abbia al suo interno una naturale simpatia per i colori dell’altra sponda di Genova e, dunque, il solito complesso di inferiorità verso la Sampdoria. Fabio Oppicelli, consigliere del club ed ex Presidente che di recente ha passato la mano a Manrico Gemignani è dichiaratamente tifoso genoano. Cercare di trasformare una partita di calcio nella solita crociata contro il presunto potere della Samp (che si è salvata per colpe altrui e non favori, ma ormai è inutile ribadirlo, nessuno capisce) è un trucco vecchio che stavolta è stato messo nero su bianco in modo fin troppo palese.
La Sampdoria dovrà essere brava ad ignorare questo vomitevole rumore di fondo, in una situazione psicologicamente delicata per classifica e momento. La Carrarese vuole una partita sporca, nervosa, condizionata dal fischietto. Vogliono che i nostri ragazzi, guidati da Attilio Lombardo, si sentano ospiti sgraditi in un sistema che li vorrebbe favoriti. Ma la verità è un’altra. La Sampdoria deve usare questo comunicato come benzina. Se loro devono mettere le mani avanti e parlare di arbitri due giorni prima, significa che hanno paura. Hanno paura della nostra storia, della nostra maglia e della nostra forza. Essere definiti prestigiosi nel loro comunicato è l’unica verità scritta in quelle righe.
Speriamo di rispondere sul campo. Lasciamo a loro i comunicati ipocriti, che era doveroso commentare, e le polemiche sugli arbitri. Noi siamo la Sampdoria. A Carrara domani con la classe di chi non ha bisogno di fare pressioni a nessuno per vincere. Per salvarci e salvare la Sampdoria, non di certo per battere una squadra che con la Sampdoria non ha nulla a che vedere.






