La prima Sampdoria di Attilio Lombardo è gagliarda, ordinata e lucida: soffre molto a tratti un Venezia che non perde da quattro mesi e mezzo, ma grazie a un grande spirito e un insuperabile Martinelli porta a casa un punto che deve essere il primo di una serie importante.

Partivamo battuti, e a momenti se qualcosa gira bene portiamo addirittura a casa i tre punti. Difficile pensare si potesse far di più contro la miglior squadra di questo campionato, un Venezia che sta stradominando la categoria con un organico minimamente paragonabile al nostro e la miglior qualità di gioco di tutta la B. Ecco, pensiamoci: si sono visti i 33 punti di differenza in classifica tra il Venezia e la Sampdoria? No. E non si sarebbero visti nemmeno se avessimo perso, perché la squadra messa in campo ieri è entrata con l’obiettivo di schermare tutti i possibili pericoli. Il Venezia non perde dal 2 novembre, ha il miglior attacco del campionato, la maggior percentuale di possesso palla medio del campionato e ha la percentuale di tiri in porta più alta del campionato: era possibile ottenere una prestazione migliore di quella di ieri? Probabilmente era impossibile, ripensando ai morti visti in campo contro Bari, Juve Stabia e Frosinone. Tre partite in cui la squadra, vedendo la prestazione di ieri contro la prima della classe, ha dato progressivamente sempre più l’impressione di non seguire più la guida tecnica.

Per fortuna la guida tecnica precedente non c’è più: Lombardo, commosso a inizio e fine partita, un mezzo sogno di ogni Sampdoriano vederlo su quella panchina ad arringare la squadra, ha schierato una squadra sennata e preparato la partita nella maniera giusta. L’aveva detto: soffriremo, probabilmente, ma non dovremo perdere e non farli giocare. È stato fatto: è impensabile non lasciare 2-3 palle gol alla migliore squadra del campionato nella nostra situazione attuale, ovviamente ci sono state e Martinelli ha risposto alla grande. Il piccolo Tommaso, che sembra grandissimo in campo, ha avuto meno incertezze del solito sulle uscite ed è stato il migliore in campo insieme ad un Salvatore Esposito in crescita e galvanizzato dalla fascia di capitano. Altra mossa intelligente di Lombardo: dar la fascia a uno che per curriculum può portarla, ma che avendola addosso forse avrebbe reso più di quanto fatto finora. Oltre a questo, abbiamo visto una gestione dei cambi sicuramente più accorta di prima e praticamente per tutta la partita Begic e Cherubini invertiti rispetto alle precedenti uscite. Una soluzione che ha pagato e peccato per quelle due occasioni dove lo sloveno poteva giocarsela un po’ meglio e con meno fretta.

Sui singoli poco da dire: tutti hanno dato il massimo. Se si pensa a come si trascinavano allo Stirpe di Frosinone, è impossibile essere insoddisfatti dell’atteggiamento dei ragazzi. La difesa non ha praticamente mai sofferto, persino Ferrari – entrato subito al 45′ – ha comandato la difesa e chiuso bene in quasi tutte le occasioni; Di Pardo e Cicconi hanno svolto la solita prova concreta e ordinata, affrontando degnamente i rispettivi avversari sulle fasce, e oltre ad Esposito anche Conti è sembrato più dinamico e meno confusionario rispetto alle precedenti partite. Davanti Cherubini svolge la miglior partita per intensità da un po’ di tempo a questa parte (c’è sempre da lavorare sul lato creatività e Begic convince sempre; Brunori è per la prima volta insufficiente: non va a cercare la palla con la stessa convinzione di sempre e a volte sembra rinunciatario. Deve riprendersi e al più presto. Bisogna spendere belle parole, come sempre, anche su Ricci: 10′ più recupero di ordine e sacrificio in un ruolo non troppo congeniale a lui in cui è obbligato a giocare visto il centrocampo corto.

La prima di Attilio Lombardo, l’unico acclamato dalla Sud che (giustamente) non vuole più la squadra sotto la Gradinata a fine partita per un po’ di tempo, è più che sufficiente. Se con il Venezia può servire un grande cuore e un grande atteggiamento come ieri, con Carrarese e Avellino servirà anche la capacità di imporsi e giocare a pallone per creare occasioni e vincere. Non si può steccare nessuna delle due partite, la lotta salvezza è un inferno ed è un attimo ripiombare nell’incertezza.

La Sampdoria non è salva: bisogna focalizzarsi su questo. Tra Carrara e domenica prossima a Marassi non sono ammissibili passi falsi o prestazioni indecorose e indolenti. Anche perché dopo l’Avellino ci sarà la sosta: e nessuno di noi vuole passare 2 settimane in zona retrocessione, svegliandosi di notte con gli incubi di vedere altre 6 partite da vita o morte. C’è da tirar fuori i coglioni: la squadra ha dimostrato di averli con il Venezia, giocando senza paura di affrontarli, ma contro i più forti è più facile. Ecco perché bisognerà che i ragazzi si affidino ciecamente ad Attilio Lombardo: un uomo vero, che non avrà il curriculum di un tecnico di categoria navigato, ma pur sempre l’allenatore (vero, stavolta) più competente e con più esperienza di quelli avuti qui in questa ennesima umiliante stagione sportiva.

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